Dehors – Centro Storico Fiorentino

Committente: Comune di Firenze
Luogo: Firenze (FI)
Progettisti: Andrea Pucciano, Matteo Pulcinelli, Roberta Scazzarriello
Collaboratori: Mauro Bertagnon, Sergio Pucciano
Cronologia: 2010
concorso di progettazione

L’idea parte dalla ricerca di creare un elemento modulare da poter impiegare in tutte le zone e secondo tutte le esigenze concentrandosi soprattutto sull’aspetto funzionale ed estetico dell’oggetto.
Abbiamo così svolto un’attenta analisi del contesto urbano e delle esigenze richieste dal bando individuando le seguenti tematiche: modularità, unicità, riconoscibilità, omogeneità e armonia. Lo studio si è concentrato sull’individuare la forma geometrica che meglio potesse rispondere ai nostri obiettivi: la forma scelta è stata quella del cubo.
Considerando le quattro diverse tipologie richieste, si è partiti dalla “tipologia chiusa” rappresentata da un volume pieno: dapprima si è individuata la struttura principale, rappresentata dagli spigoli, scomponendo il volume nelle sue facce: la superficie posta in basso rappresenta la struttura del pavimento, quella posta in alto la struttura della copertura e le restanti rappresentano gli elementi di chiusura verticale. Ogni faccia/quadrato è stata poi scomposta in 16 quadrati che consentono una maggiore flessibilità della struttura, permettendo di aggiungere all’occorrenza solo una porzione del “modulo base” e di ottenere quindi configurazioni compatibili con lo spazio a disposizione. La copertura è costituita da una maglia di 16 quadrati che possono essere tutti completamente pieni creando così una superficie completamente chiusa e stagna oppure essere composta da tasselli in parte pieni e in parte forati oppure da un semplice grigliato permettendo così l’ingresso della luce. Le medesime considerazioni valgono anche per la superficie definita “pavimento” dove le 16 caselle saranno costituite da “piastrelle”. A tale forma è stata aggiunta una variabile: la possibilità che tali elementi una volta estrusi si trasformino in tavolini, permettendo una infinità di soluzioni per la disposizione interna. Gli stessi parametri sono stati utilizzati per la creazione delle pareti verticali, dove si è limitata l’estrusione dei quadrati alla prima fila creando così il recinto o più semplicemente la delimitazione dall’esterno del dehor. Tali “blocchi” a seconda dei casi potranno essere utilizzati per la raccolta dei rifiuti o più semplicemente essere dei contenitori e/o fioriere o solamente elementi di arredo. I restanti elementi di facciata sono previsti in vetro alternati ad elementi più pieni (frangisole) per creare così un movimento in facciata.
Si può affermare che la soluzione chiusa del nostro sistema non è altro che un cubo di Rubik, vale a dire un cubo con le sue molteplici combinazioni. Partendo da questo sistema si possono ottenere mano a mano che si eliminano gli elementi le altre tre tipologie: sottraendo le facce verticali fatta eccezione del “carter basamentale” si ottiene il sistema di delimitazione di suolo pubblico con pedana e copertura stabile, sottraendo il quadrato di copertura si arriva al sistema di suolo pubblico con pedana senza copertura stabile ed infine eliminando la superficie posta a pavimento si ottiene la soluzione di delimitazione di suolo pubblico senza pedane.

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